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Senza tabù

I bisessuali aumentano e non bisogna più nascondersi

· 4 min di lettura · di La redazione di Analove

Chi sono le persone bisessuali, perché restano invisibili e perché l'orientamento non è una fase né una scelta.

Sono detti invisibili perché non del tutto compresi dalla nostra società che preferisce le distinzioni nette, soprattutto quando si tratta di sessualità. Le persone bisessuali sembrano essere aumentate, ma la verità è che ci sono sempre state. Semplicemente avevano paura di esprimere la loro sessualità.

Chi è una persona bisessuale?

Essere bisessuale significa provare attrazione sessuale e affettiva nei confronti di una persona dello stesso sesso e di quello opposto. Una donna bisessuale sarà attratta sia da uomini che da donne.

Da oltre un secolo si studia la bisessualità dal punto di vista psicologico e relazionale. Dall’inizio del Novecento si cominciò ad ammettere che non esistesse una netta distinzione tra chi è etero o gay. La bisessualità è più diffusa di quanto si pensi, ma non è immediatamente semplice comprenderla.

Infatti, spesso ci si basa sull’attrazione che si prova per una serie di persone, senza rendersi conto che magari si preferisce, a un certo punto della vita, anche qualcuno dello stesso sesso e anche di quello opposto.

Sono molti i ragazzi che, per esempio, si innamorano di un altro uomo in età giovanile e che poi, con la crescita, capiscono di provare attrazione anche per una donna. Lo stesso, ovviamente, vale per le ragazze. Ecco perché recenti studi hanno dichiarato che nel mondo ci sono, dichiarati, circa il 6% di persone bisessuali sul totale della popolazione, ma che in realtà potrebbero essere molte di più.

Perché la bisessualità non è da condannare

Purtroppo, ad oggi, le persone bisessuali sono quelle più discriminate sia dagli omosessuali che dagli etero. Il motivo risiede nel fatto che non sono pochi gli individui che pensano che la bisessualità non sia altro che un’omosessualità mascherata per combattere dei pregiudizi.

C’è infatti chi pensa che la bisessualità in realtà non esista neppure. Noi esseri umani siamo spesso portati a pensare al mondo come tutto bianco o tutto nero, senza calcolare le sfumature di grigio. Eppure, uno studioso, che all’inizio del secolo scorso studiò i comportamenti sessuali maschili e femminili, divenne noto per aver fornito una scala dell’orientamento sessuale.

Egli si chiamava Alfred Kinsey e fornì uno strumento di “misurazione” dell’orientamento sessuale. Questo sessuologo svolse tutta una serie di interessanti esperimenti per raccogliere informazioni sui gusti di diversi individui.

C’era chi si dimostrava particolarmente convinto del proprio orientamento sessuale ed era certamente gay o certamente etero. Tra questi due poli opposti, poi, ve ne erano degli altri: c’erano persone che dimostravano attrazione per persone di sesso opposto ma che avevano tendenze omosessuali e, viceversa, omosessuali dichiarati che invece dimostravano di tendere verso l’eterosessualità.

I bisessuali, all’epoca, erano considerate quelle persone che avevano in egual modo gusti eterosessuali e tendenze omosessuali e viceversa. Si trattava dunque di individui dove un gusto sessuale non prevaricava l’altro, ma eterosessualità e omosessualità si compensavano perfettamente.

Nonostante gli studi scientifici a sostegno della bisessualità e l’ingresso di “bisex” nella sigla LGBTQ, tuttavia ancora sono molte le persone che mantengono un occhio critico nei confronti della bisessualità.

Situazione definitiva o transizione?

Oltre alle dicerie secondo cui la bisessualità in realtà non esisterebbe, c’è anche chi sostiene che si tratti solo di una fase di passaggio. I bisessuali non durerebbero a lungo: prima o poi diventerebbero etero o omosessuali.

Poi, invece, c’è chi sostiene che un giorno saremo tutti bisessuali. Quando Umberto Veronesi affermò questa teoria, la comunità scientifica e l’opinione pubblica si scaldarono. Veronesi non prevedette solo una riduzione delle barriere a livello mentale e culturale, ma anche un’evoluzione del corpo umano.

Un giorno, secondo il noto oncologo, l’organismo atrofizzerà i genitali e produrrà meno ormoni, creando così pari desiderio nei confronti di esseri umani di sesso uguale al nostro o diverso. Ciò che invece fece infuriare la comunità LGBTQ fu anche l’associazione della bisessualità a una carenza di carica sessuale.

Insomma, la bisessualità, per qualche motivo, crea sempre molta discussione tra etero e omosessuali, tra “laici” e comunità scientifica. Quando si trattano questi argomenti è sempre bene essere informati e creare una propria opinione basandosi su ricerche autorevoli, ma anche sul rispetto nei confronti dell’orientamento del prossimo.

Ciò che possiamo dire noi, è che bisogna vivere la propria sessualità al meglio e come più ci piace, con le persone che condividono i nostri stessi gusti. Visita il nostro shop e scopri nuovi modi di vivere il piacere.

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